Certo, se nasci 'Zampa di Giaguaro' e nella periferia dell'Impero Maya, la vita è fatta di caccia, miti, tribù e tradizioni. Ma nella vita di chiunque possono capitare dei giorni nei quali non c'è verso di raddrizzare le asperità che si presentanto sin dallo scendere dal letto, naturalmente con il piede sbagliato. In molti temevano una epica 'tupac' o una retorica trattazione della Storia moderna in balia di urgenze decolonizzatrici o risarcimenti anti eurocentrici... e invece, ecco un film. Una storia. Raccontata per immagini. Forti. Reali. E realistiche. Nelle location, quelle vere, negli interpreti, scelti tra veri indigeni, nelle rappresentazioni. Di nuovo, dopo la "Passione", l'aspetto linguistico diventa predominante e i sottotitoli un prezzo che si paga volentieri a questa esigenza di immediatezza. Le interpretazioni possono essere (sempre) discutibili, e si rimanda alla sensibilità di ognuno l'immedesimarsi o meno in quanto mostrato o lo sposare certe scelte spirituali e non, ma certo un merito è nell'originalità (pur con qualche licenza) di questo omogeneo e ricco di avvenimenti fluire, che se non sorprenderà con un finale che in molti saranno preparati a vedere potrà farlo nel corso della trattazione.
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